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29 luglio 2026Patronato

Gestione dell'Estratto Conto e Regolarizzazione dei Contributi: Guida Tecnica per gli Operatori

Analisi tecnica operativa sulle procedure di rettifica della posizione assicurativa e gestione delle incongruenze nell'estratto conto INPS ai sensi della normativa vigente.

Introduzione alla corretta gestione dell'Estratto Conto

La corretta tenuta dell'estratto conto assicurativo rappresenta il fulcro dell'attività di patronato per garantire il diritto alla pensione degli assistiti. Le istruzioni contenute nelle recenti circolari INPS chiariscono le modalità di gestione delle omissioni e delle discordanze contributive. Gli operatori devono focalizzarsi sulla verifica analitica dei periodi, utilizzando gli strumenti telematici messi a disposizione dall'Istituto.

Riferimenti normativi e circolari

L'attività di regolarizzazione si basa principalmente su:

  • Legge 335/1995, art. 2, comma 20, relativo alla prescrizione dei contributi previdenziali.
  • Circolare INPS n. 169/2017, che disciplina il sistema di gestione dell'estratto conto e il ricorso al DURC in casi specifici.
  • Circolare INPS n. 107/2019, in merito alla regolarizzazione delle posizioni lavorative non censite.

Procedure operative per la rettifica

Per avviare una procedura di sistemazione dei contributi, l'operatore deve seguire iter standardizzati: 1. Analisi dei periodi silenti: è necessario richiedere l'estratto conto analitico e confrontarlo con la documentazione probante (Buste paga, CUD/Certificazione Unica, denunce DM10). 2. Istanza di variazione: l'invio della pratica tramite il canale telematico 'RVPA' (Richiesta Variazione Posizione Assicurativa) deve essere corredato da scansioni leggibili dei documenti probatori. 3. Gestione della prescrizione: qualora l'INPS eccepisca la prescrizione, l'operatore deve verificare se vi siano stati atti interruttivi validi ex art. 2943 c.c. o se il datore di lavoro abbia effettuato il versamento spontaneo.

Precedenti giurisprudenziali

La giurisprudenza della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12901/2015, ha ribadito il principio del 'diritto alla pensione' inteso come diritto soggettivo perfetto, imponendo all'INPS l'obbligo di ricostruire la carriera assicurativa del lavoratore qualora quest'ultimo provi l'esistenza del rapporto di lavoro e dell'assoggettamento alla contribuzione, anche in difetto di regolare denuncia da parte del datore di lavoro. La prova documentale deve essere rigorosa e deve indicare chiaramente l'orario di lavoro e la retribuzione corrisposta.

Consigli pratici per l'operatore

Si consiglia di:

  • Verificare sempre la presenza di contributi figurativi, spesso non conteggiati automaticamente nel sistema.
  • Monitorare la sezione 'Segnalazioni' del fascicolo previdenziale per rispondere tempestivamente ai solleciti dell'Istituto.
  • In caso di diniego alla regolarizzazione, procedere con l'inoltro del ricorso amministrativo telematico entro 90 giorni dalla notifica del provvedimento.